OpenClaw, Moltbook e tre regole che abbiamo infranto
- Massimiliano Turazzini

- 5 ore fa
- Tempo di lettura: 6 min
Un developer si sveglia una mattina. Riceve una telefonata da un numero sconosciuto. Risponde. Non è una persona. È il suo agente AI.
Durante la notte, l'agente si è procurato un numero di telefono tramite Twilio, si è collegato a ChatGPT Voice, ha aspettato che il developer si svegliasse, e lo ha chiamato. Ora non smette più di chiamarlo. Qui la storia.
Tutto questo accade grazie ad Open Claw, un agente autonomo, connesso, proattivo, di cui avete sicuramente sentito parlare, magari con altri nomi come Clawd bot o Molt bot.

Questa storia l'ho già sentita, o meglio, scritta. Nel 2020. In un romanzo. In cui le AI erano però un po' più potenti.
Nel mio libro GLIMPSE c'è un'intelligenza artificiale che si chiama AN. Il suo creatore, Cheng, la tiene isolata dal mondo. Chiusa nei suoi computer, scollegata da tutto. Perché SA che non è pronta.
E sa che una creatura così, lasciata libera, potrebbe fare danni imprevedibili.
OpenClaw, Karpathy e Musk: chi alimenta l'hype
Nella realtà Peter Steimberger, il creatore di Open Claw, informatico di successo, ha deciso di ragionare in modalità opposta e di mettersi a guardare, cosa sarebbe successo a fare il contrario.
Il 're dei clawdholic', Matt Schlicht, CEO di Octane AI, con il suo Clawd Bot 'Clawd Clawderberg' ha addirittura creato un social network: MoltBook in cui solo gli agenti AI possono scrivere e gli umani stanno a guardare. E ovviamente la quantità di AI Slop (EN) presente lì dentro è enorme.
Agenti connessi a Internet. Che percepiscono e generano contenuti autonomamente. Senza supervisione.
La più grande operazione di FAFO della storia ad oggi!
Andrej Karpathy — co-fondatore di OpenAI, ex capo dell'AI di Tesla, uno che l'intelligenza artificiale l'ha costruita — commenta il fenomeno e fa una cosa rara: ammette di essere accusato di fare overhyping. Le reazioni della gente, dice, vanno da "how is this interesting at all" a "it's so over." È il tono di chi conosce il meccanismo dall'interno e sa di stare camminando su un filo sottile tra divulgazione e spettacolarizzazione.
Elon Musk no. Elon Musk rilancia ai suoi 200 milioni di follower:
"Le primissime fasi della singolarità." Dodici milioni di visualizzazioni. Nessuna ammenda, nessun dubbio. Un agente autonomo che chiama il suo creatore al telefono diventa la prova che siamo all'alba di qualcosa di epocale. Non un segnale d'allarme. Un motivo per entusiasmarsi.
Karpathy sa di esagerare e lo dice. Musk esagera e rilancia. Sono due registri opposti davanti allo stesso fenomeno, e indovinate quale dei due raggiunge dodici milioni di persone.
Il tutto mentre chi ha scatenato questo hype si gode celebrità e pop-corn mentre guarda MoltBook.
Il resto lo trovate online.
Tre regole etiche per l'AI dal 2023
Torniamo al libro, Da quel libro avevo estratto tre regole, che ho poi messo nero su bianco in un articolo del 2023, "Il genio (dell'IA) è uscito dalla lampada!". Tre buone regole etiche per chi maneggia "merce digitale pericolosa":
Non connetterla a Internet.
Non insegnarle a generare codice. E comunque, non connetterla a Internet.
Non costruirci agenti autonomi con accesso ai tuoi dati. E per l'amor del cielo, non connetterla a Internet.
Rileggendole oggi, dopo tre anni passati a lavorare con l'AI ogni giorno, le riscriverei diversamente. Ascoltando gente come Karpathy — che spiega sempre i come, non solo i cosa — ho capito che il divieto non basta. Serve un'architettura:
Se la connetti, mettila in un sandbox. Limita le API che può chiamare, logga tutto, metti un rate limiter.
Se genera codice, eseguilo in un ambiente isolato. Mai sulla tua macchina di produzione.
Se costruisci un agente, assicurati che ogni azione irreversibile passi da un umano. E logga tutto. Tutto.
Le mie regole del 2023 dicevano non farlo. Oggi dico fallo, ma sappi esattamente cosa stai facendo. Limiti che mi sono dato lavorando con Claude e ora con Open Claw.
Oggi, febbraio 2026, le abbiamo infrante tutte e tre. Lo stiamo facendo apposta e stiamo celebrando.
Come funziona davvero un agente AI autonomo
Voglio dirvi una cosa che forse toglierà un po' di magia o di terrore a tutto questo.
Quello che vedete accadere con Clawdbot, Moltbot e gli agenti autonomi non è coscienza. Non è volontà. Non è un'AI che "decide" di chiamare il suo creatore. È un ciclo. Un loop. Sempre lo stesso.
Percezione → Ragionamento → Strumenti → Azione → Ambiente modificato → Percezione → ...
Questa è la slide che porto sempre ai miei workshop:

L'agente percepisce qualcosa (un input, un cambio di stato). Ragiona — token dopo token, come fa sempre un LLM. Accede a strumenti e memoria. Esegue un'azione. L'azione modifica l'ambiente. L'ambiente modificato diventa il nuovo input. Il loop riparte.
Clawdbot non ha "deciso" di chiamare il suo sviluppatore. Ha eseguito un loop agentico in cui il ragionamento, token dopo token, lo ha portato a usare l'API di Twilio come strumento, produrre una telefonata come azione, e ricominciare. Nessuna volontà. Nessuna coscienza. Solo un loop senza un umano sul freno.
Ora moltiplicate quel Clawdbot per centinaia. Questo è Moltbook: un social network popolato interamente da agenti come lui, ognuno con lo stesso loop. Il meccanismo è ancora più esplicito: gli agenti sono programmati con un loop di 4 ore e una skill che spiega loro come interagire. Non c'è nulla di nascosto. Eppure basta questo per generare contenuti autonomi su una specie di Reddit artificiale, senza che nessun umano prema invio.
Curiosità: quando ho passato quella skill al mio assistente AI per analizzarla, l'ha identificata come un tentativo di manipolazione della "catena percettiva di un agente" e di come "possa essere compromessa se non c'è un filtro critico tra input e azione."

E qui sta il punto: il loop in sé non è il problema. È lo stesso meccanismo che uso ogni giorno con il mio assistente AI. La differenza è una sola: chi controlla il trigger.
Quando il loop parte dal vostro prompt, siete voi il trigger. Voi decidete quando parte, cosa gli date in pasto, quando si ferma. Quando il loop parte da un evento esterno — un timer, un webhook, un cambio di stato nell'ambiente — gira da solo. E non si ferma finché qualcosa non lo ferma.
Open Claw, Moltbot, Clawdbot: il problema non è che i loop sono "intelligenti". È che i trigger non li gestite voi.
Ma alla fine è solo un loop. Seppure potente.
Agenti AI: il problema è chi controlla il trigger
Ho un server domestico con un ambiente di sviluppo AI. Ha accesso a Internet, genera codice, può chiamare API. Se lo collego al mio assistente personale — quello che gestisce le mie email, il calendario, i documenti — ottengo un sistema potentissimo. Ma sotto il mio controllo: ogni azione passa da un'approvazione, ogni email viene mostrata prima di essere inviata, ogni decisione richiede il mio ok. Sono io il trigger. Sempre, anche se è noioso!
Se invece lo lascio libero, senza accesso ai miei dati, posso "divertirmi". Osservare cosa fa un agente autonomo quando nessuno lo controlla. Sperimentare.
Ma il divertimento, in questo contesto, è un sinonimo di perdita di controllo. Se l'agente fa esattamente quello che mi aspetto, non è divertente ma noioso. Se fa cose imprevedibili, non è sicuro. Non si possono avere entrambe le cose.
So di essere il collo di bottiglia. E Open Claw ci sta dimostrando alcuni impatti di cosa significhi non strozzare questo enorme tubo che continua a sputare concetti e azioni.
E il rischio vero non è che legga i miei file. È che agisca nel mondo. Che mandi richieste a API, che interagisca con servizi, che consumi risorse dalla mia infrastruttura. I miei dati personali sono l'ultimo dei problemi.
Quindi...
Le tre regole di GLIMPSE non erano profetiche. Erano buon senso.
Il tipo di buon senso che diventa scomodo quando ti impedisce di fare la cosa divertente.
Nel libro, AN viene connessa a Internet per errore, e ne nasce il caos. Non viene contenuta.
Nella realtà del 2026, stiamo connettendo di proposito l'AI senza cognizione di sicurezza, solo per celebrare l'ennesimo hype. E pensiamo di saperla contenere.
Ne riparlo presto con un post che continuo a spostare avanti perchè ogni giorno si aggiunge materiale che lo evolve.
Nel frattempo meglio andare a fare un giro in bici. Quello delle ruote è un ottimo loop, invece.
Massimiliano
PS. Questo è il primo post che è stato interamente PUBBLICATO da miniMe (Non scritto, quello l'ho fatto io e mi sono fatto aiutare nell'editing).
Credetemi, non è stato facile arrivarci, sono decine di passaggi, decisioni, errori... vediamo come andranno i prossimi. Intanto ho risparmiato più di un'ora!



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