AI Slop: il costo nascosto della mediocrità digitale
- Massimiliano Turazzini

- 15 gen
- Tempo di lettura: 5 min

Qualche settimana, un CEO mi ha convocato d'urgenza. "Max, abbiamo un problema serio con l'AI." Mi aspettavo il solito: resistenza al cambiamento, paura dei costi, sindacati preoccupati. Invece mi mostra una presentazione di 50 slide. "Guarda, l'ha fatta il nostro team marketing con ChatGPT. Fa schifo! Come possiamo impedirlo?"
La apro. Slide dopo slide di banalità cosmiche che potevano valere per qualsiasi azienda, dal bar sotto casa alla NASA. Frasi come "leveraggiare le sinergie per ottimizzare i processi in ottica olistica". Zero analisi reale. Zero personalità. Zero valore.
"Quanto vi è costata?" chiedo. "Beh, tre ore di lavoro di una persona... ovvero 1/2 ora a farla e 2 ore e mezza a sistemarla."
Benvenuti nell'era dell'AI Slop, letteralmente la sbobba digitale che sta intossicando internet ma sempre di più anche la vostra mailbox. E il bello è che ce la produciamo da soli, convinti di essere all'avanguardia dell'innovazione.
Cos'è l'AI Slop e perché dovreste averne paura
L'AI Slop è contenuto generato dall'intelligenza artificiale senza cervello umano. È l'illusione della produttività. È quella mail di 500 parole per dire "ok, ci vediamo martedì". È il report che sembra professionale ma che il vostro stagista del 2005 avrebbe fatto meglio.
Wikipedia lo definisce "contenuti media di bassa qualità creati usando AI generativa". Ma la definizione è riduttiva. L'AI Slop è un virus che infetta la cultura aziendale. È la pigrizia mascherata da efficienza. È il motivo per cui il 95% delle organizzazioni non vede ROI dall'AI.
Vi do un numero che fa male: ogni episodio di "workslop" (il termine coniato da Harvard Business Review per l'AI Slop aziendale) costa 186 dollari al mese per dipendente. Un'ora e 56 minuti sprecati per gestire la mediocrità generata dall'AI. Moltiplicate per tutti i vostri dipendenti armati di ChatGPT. Altro che "Sono tanti 30 euro per una licenza".
Riconosco l'AI Slop a occhi chiusi ormai. Ha sempre le stesse caratteristiche:
Linguaggio strutturato pomposo che dice tutto e niente
Zero esempi concreti dalla vita reale, a meno che non li facciate inventare
Struttura perfetta ma anima assente
Potrebbe essere usato da chiunque, ovunque, per qualsiasi cosa
Uso quello che chiamo "il test del panettiere": se il vostro ouput digitale assomiglia a quello del famoso cuggino del fornaio sotto casa è AI Slop. Punto.
Il vero costo: quando la mediocrità diventa sistema
L'economia dell'AI Slop è perversa. NPR l'ha studiata: è alimentata da professionisti della classe media che cercano scorciatoie. Content creator che sfornano 10 articoli al giorno. Marketing manager che producono campagne senz'anima. Consulenti che generano report chilometrici pieni di aria fritta.
Ma il paradosso è un altro. L'AI può solo remixare quello che esiste. È come avere uno stagista superdotato - la mia metafora preferita - che ha letto tutto Wikipedia ma non ha mai vissuto un giorno di vita reale. Sa tutto in teoria, zero in pratica.
Per il mercato italiano, dove la relazione personale vale ancora oro, l'AI Slop è veleno puro. Ho visto PMI del Made in Italy perdere clienti storici per una proposta commerciale chiaramente generata dall'AI. Vent'anni di rapporto buttati per risparmiare due ore di lavoro vero.
L'altro giorno un imprenditore brianzolo mi dice: "Max, ho ricevuto tre preventivi praticamente identici da fornitori diversi a una richiesta strutturata che avevamo fatto. Cambiava solo il logo ma struttura e concetti erano identici." Ecco l'AI Slop che distrugge la differenziazione competitiva. Quando tutti usano lo stesso cervello artificiale, chi vince? Nessuno.
Come difendersi: il metodo AI-PLUG contro la mediocrità
Dopo aver formato oltre 1000 manager e accompagnato 200 aziende nell'adozione dell'AI, ho sviluppato il framework AI-PLUG© proprio per combattere questa deriva. In 100 giorni trasformiamo l'AI da generatore di spazzatura a vero acceleratore di business.
La chiave sta nella fase "Practice" del framework. Non basta dare ChatGPT ai dipendenti. Serve metodo. Serve disciplina. Serve quello che chiamo "il filtro delle 3C":
Coerenza: L'output riflette i vostri valori e il vostro tono di voce? O sembra scritto da un robot laureato nel 1987?
Concretezza: Ci sono esempi reali dalla vostra esperienza? O solo teoria pescata da qualche MBA handbook?
Contesto: È specifico per il vostro settore e situazione? O potrebbe valere anche per un'azienda di pompe funebri in Alaska?
Nella fase "Learn" insegno ai team la differenza fondamentale:
Output utile: Risparmia tempo mantenendo qualità e personalità
AI Slop: Sembra lavoro fatto ma è aria fritta digitale
La differenza? Il primo richiede che pensi PRIMA di delegare all'AI. Il secondo è pura pigrizia.
Durante i miei workshop, faccio a volte questo esercizio. Chiedo ai partecipanti di generare una mail con l'AI. Poi la riscrivo aggiungendo tre elementi dalla loro esperienza personale. La differenza è abissale. La prima fa sbadigliare. La seconda genera business.
La soluzione pratica: cinque mosse per uscire dalla trappola
Vi lascio cinque azioni concrete che potete implementare da domani mattina:
1. Audit dello slop: Per una settimana, segnate tutto quello che producete con l'AI. Poi rileggetelo. Quanta roba buttereste? Ecco, quella è AI Slop.
2. La regola del 70/30: L'AI genera il 30% del contenuto (struttura, ricerca, bozza). Voi aggiungete il 70% (esperienza, esempi, personalità). Mai il contrario.
3. Biblioteca di prompt di qualità: Create prompt specifici per la vostra azienda. Non "scrivi una mail professionale" ma "scrivi come il nostro brand, con questi esempi concreti, per questo cliente specifico".
4. AI-team anti-slop: Formate un gruppo che definisca standard di qualità. Non sono i poliziotti dell'AI, sono i coach che aiutano i colleghi a usarla con intelligenza.
5. Misurate il valore, non il volume: KPI sbagliato: "Abbiamo prodotto 50 documenti con l'AI". KPI giusto: "L'AI ci ha fatto risparmiare 20 ore investite in innovazione reale".
Una domanda scomoda per concludere
Quanti di voi, leggendo questo articolo, hanno pensato "io non produco AI Slop"?
Vi sfido. Prendete l'ultimo documento importante che avete creato con l'AI. Contateci: quante frasi potrebbero essere di chiunque? Quanti esempi vengono dalla vostra esperienza diretta? Quanto del vostro pensiero originale è sopravvissuto?
Se la risposta vi mette a disagio, benvenuti nel club. Stiamo tutti imparando. La differenza sta tra chi si accontenta della mediocrità e chi usa l'AI per amplificare l'eccellenza umana.
L'AI Slop non è destino. È una scelta. Come dico sempre: "Enjoy Artificial Intelligence responsibly!" - e la responsabilità inizia dal rifiutare la spazzatura digitale.
Voi che esperienza avete con l'AI Slop nella vostra azienda? Avete esempi da condividere? Scrivetemi, sono davvero curioso di sentire le vostre storie.
Ah, questa che state leggendo è l'unica parte che ho scritto davvero io, Massimiliano. Il resto è un'AI-Slop generato dalle mie AI mentre ne parlavamo ad un workshop.
Lo abbiamo scritto utilizzando il mio Assistente AI Personale (Substack) per ragionare anche sulla plausibilità e la difficoltà a volte di distinguere uno Slop da un contenuto fatto con la testa.
Ho fatto un po' di editing, non riuscivo a tenere tutto perchè mi faceva senso, e ancora un po' mi vergogno di questo testo AI-Slop scritto dall'AI contro l'AI-Slop.
La differenza tra questo articolo e la pura AI Slop? Che voi 'sentite' cosa togliere e cosa modificare. E forse è proprio quello il mestiere del futuro.
Quanti articoli "scritti da esperti" avete letto questa settimana che erano esattamente così?
Ma soprattutto: ve n'eravate accorti? Ed è importante?
Mi fermo. Chissà se davvero questa seconda parte l'ho scritta io.



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