AI, MAX News - Marzo 2026: Contenere vuol dire dare forma
- 26 mar
- Tempo di lettura: 8 min
Questo mese ho scritto un articolo sul mio blog che mi ha costretto a mettere ordine tra cose che sentivo da settimane: 2026: l'anno del contenimento dell'AI. Un invito a costruire i recinti giusti, proprio mentre l'AI accelera. Contenere significa dare forma, direzione, senso. E marzo ha dimostrato con una chiarezza quasi didattica quanto questo sia importante. Gli agenti esplodono, la formazione fallisce, la sicurezza arranca, Anthropic rilascia come se non ci fosse un domani. La domanda vera è diventata una sola: "sappiamo dove stiamo andando?".
Il mese di Anthropic
Se dovessi scegliere un protagonista per marzo 2026, non avrei dubbi: Anthropic. In trenta giorni hanno rilasciato oltre 18 aggiornamenti tra modelli, prodotti, strumenti enterprise e mosse strategiche. È il mese più denso che ricordi per un singolo player AI.
Partiamo dal prodotto: Claude Sonnet 4.6, il nuovo modello, ha portato le performance di computer use da sotto il 15% al 72,5% su OSWorld. In termini pratici: Claude ora può controllare il tuo Mac, aprire app, navigare nel browser, compilare fogli di calcolo. Non in demo, in produzione. Disponibile come research preview per utenti Pro e Max su macOS.
Poi c'è Cowork, che si è trasformato da funzione a piattaforma. Projects per organizzare file e contesto in un workspace unico. Dispatch per assegnare task a Claude da qualsiasi dispositivo, anche dal telefono. Computer Use integrato. Visualizzazioni inline nelle risposte: grafici, diagrammi, widget interattivi. Con uno strumento per importare conversazioni da ChatGPT e Gemini.
Sul fronte developer: Claude Code ha ricevuto aggiornamenti continui. Channels per gestire i permessi dal telefono da Discord e Telegram, supporto MCP avanzato, voice mode, miglioramenti stabilità. È diventato lo strumento di riferimento per lo sviluppo assistito da AI. E non solo!
Sul fronte enterprise: plugin per HR, investment banking, wealth management. Add-in per Excel e PowerPoint con contesto condiviso tra le app. Supporto gateway per Bedrock, Vertex AI e Foundry. Claude è entrato negli uffici dalla porta principale.
E le mosse strategiche? L'acquisizione di Vercept (agenti computer-use), il lancio dell'Anthropic Institute (ricerca su impatti economici, sociali e di sicurezza dell'AI, guidato dal co-fondatore Jack Clark), il Claude Partner Network da 100 milioni di dollari con certificazione "Claude Certified Architect", e partner come Accenture, Deloitte e PwC.
Infine, il colpo più sottile: l'Anthropic Economic Index, probabilmente il grafico più importante nel dibattito AI e lavoro di questo mese. Lo citerò nei prossimi mesi perché sarà un riferimento.
Il messaggio è chiaro: mentre Meta cerca di inseguire con OpenClaw e framework open source, Anthropic ha costruito un ecosistema completo. Modelli, tool, enterprise, ricerca, partner, community. Chi ha bisogno di gestire un sistema open se chi lo gestisce per te sta rilasciando a questa velocità, con questa qualità?
Il fenomeno Karpathy
Andrej Karpathy, co-fondatore di OpenAI e per anni capo dell'AI di Tesla, è una delle voci più ascoltate nel settore. Ha avuto settimane prolifiche, e quando parla lui conviene prestare attenzione.
Il momento più rivelatore: ha descritto quella che chiama "AI psychosis perpetua", un effetto collaterale del progresso AI che sta vivendo sulla propria pelle. Dal scrivere tutto il proprio codice a non scriverne più nulla, in un workflow "opportunistico" dove si prova tutto quello che l'AI rende possibile, perdendo focus su quello che serve davvero. Se Karpathy racconta di sentirsi sopraffatto dalle possibilità, immaginate cosa succede a un team aziendale senza la sua esperienza.
In 4 minuti su MCP ha spiegato il Model Context Protocol con la chiarezza che lo contraddistingue: perché conta, come funziona, dove sta andando. Se non avete ancora capito cos'è MCP, partite da qui.
E poi ha segnalato un attacco supply chain a litellm su PyPI: un semplice pip install litellm bastava per esfiltrare dati sensibili. Un reminder brutale che la superficie di attacco dell'AI non è solo nei modelli, è nelle dipendenze che installiamo ogni giorno senza pensarci.
Gli agenti escono dal laboratorio
Anche a marzo stiamo vedendo agenti AI che escono dai box e iniziano ad andare in produzione.
Non poteva mancare Jensen Huang, che al GTC di Nvidia ha presentato la sua versione di OpenClaw: NemoClaw, un framework per agenti enterprise. Ha dichiarato che il futuro è l'"Agentic OS", un sistema operativo dove gli agenti non sono applicazioni ma il modo in cui il computer funziona. Nvidia ci scommette un trilione di dollari entro il 2027. Cosa manca? Come ho scritto nei miei appunti: qualcuno che se ne assuma la responsabilità.
Ma la notizia più significativa sugli agenti è un'altra, e riguarda ancora Anthropic. Microsoft ha lanciato Copilot Cowork, il suo nuovo coordinatore di agenti dentro Microsoft 365. La sorpresa? Sotto il cofano gira Claude. Non OpenAI. Microsoft ha scelto il modello di Anthropic e il suo stesso framework agentico per costruire il prodotto che entra dentro Excel, Word, PowerPoint, Outlook, Teams. Dentro Office, insomma. Più di quanto Microsoft stessa sia riuscita a fare con Copilot negli ultimi due anni.
Pensateci un momento: Microsoft ha investito miliardi in OpenAI, e quando ha dovuto costruire il prodotto agentico enterprise che conta davvero, quello che tocca 400 milioni di utenti Office, ha bussato ad Anthropic. Il deal da 30 miliardi su Azure di novembre 2025, Claude Opus 4.6 su Foundry a febbraio, e ora Copilot Cowork a marzo. Il rapporto Microsoft-OpenAI scricchiola, e Anthropic si sta infilando nella fessura con una velocità impressionante.
LangChain intanto ha rilasciato in open source Deep Agents, la loro risposta a Claude Code. 9.900 stelle su GitHub in cinque ore.
Il mio contributo a questa esplosione è stato un post su LinkedIn in cui ho cercato di smontare l'entusiasmo facile: un agente AI non è magia. È complessità e orchestrazione. Ho rifatto un'infografica che mostrava il flusso dati dentro un agente, perché chi capisce quella complessità scrive istruzioni migliori, capisce perché l'agente fallisce, sa dove intervenire. Chi non la capisce cambia modello.
Sul fronte ricerca, MiroFish, un motore di swarm intelligence, mostra che si stanno esplorando direzioni completamente nuove per far collaborare agenti tra loro. E claude-peers, un progetto che fa parlare sessioni Claude tra loro in locale, porta il concetto di agenti collaborativi al livello del singolo sviluppatore.
Il messaggio? Gli agenti sono qui. Sono arrivati. E servono contenimento, regole, vincoli, orchestrazione. Esattamente quello di cui vi racconto ogni mese.
Il paradosso della formazione: un miliardo di dollari non basta
Questo è il dato che ogni manager italiano dovrebbe stampare e appendersi in ufficio: PwC ha speso un miliardo di dollari in formazione AI. Il 95% dei dipendenti si è iscritto volontariamente. L'adozione reale? Quasi ferma.
È un fallimento umano, nel senso migliore del termine. PwC ha trattato l'AI come un corso da seguire. Ma adottare (assumere) l'AI significa fare ricerca sui nuovi modi di lavorare, significa evolvere la cultura aziendale. E la differenza è enorme.
BCG ha documentato la sindrome dell'"AI brain fry": l'uso intensivo dell'AI aumenta il carico mentale, invece di alleggerirlo. E vi garantisco personalmente che è così: con chiunque parli tra quelli che fanno uso intensivo di agenti, la stanchezza mentale è un sintomo iper-diffuso. Il motivo è semplice: manca il ripensamento del modo in cui si lavora. Non sappiamo contenere.
E non è solo un problema di grandi consulenze. Un'analisi su Medium documenta che l'AI enterprise ha un problema di produzione che nessuno vuole affrontare: i progetti AI funzionano nei POC, muoiono in produzione. Il collo di bottiglia non è la tecnologia, è il contesto - la capacità di connettere l'AI ai dati reali, ai processi reali, alle persone reali dell'organizzazione. Motivo per cui suggerisco sempre di non puntare MAI al POC, ma a un MVP che, seppur ridotto, sia già in produzione. Perché è lì che si vede la realtà, e si capisce cosa serve davvero per far funzionare l'AI.
Ed è qui il punto. Abbiamo tutti i nostri riti lavorativi: come apriamo la giornata, come gestiamo le email, come prepariamo una riunione. L'AI funziona solo se quei riti cambiano. E cambiare riti è la cosa che gli esseri umani amano meno fare.
La strada è raccontare cosa sta succedendo e convincere le persone mostrandogli, in breve e concretamente, tutto ciò che può diventare il loro nuovo, intimo, modo di lavorare. "Guarda cosa succede quando la integri nel modo in cui già pensi". Quando lo vedono, lo capiscono. Quando lo capiscono, lo vogliono. E non è più formazione.
Ah, e per finire in bellezza, DeepMind ha proposto qualcosa di surreale e illuminante insieme: l'AI dovrebbe assegnare compiti finti agli umani per non farci dimenticare come si lavora. Quando la soluzione al problema è inventare lavoro per gli umani, forse il problema è stato posto male dall'inizio.
Sicurezza: il lato che tutti preferiscono ignorare
Ogni mese la cybersecurity sale di un gradino nella mia lista di priorità. A marzo, cinque segnali che i manager devono conoscere.
Shannon è un hacker AI completamente autonomo: trova vulnerabilità reali nelle web app senza supervisione umana. È open source. Chiunque può scaricarlo.
La storia più umana del mese: un singolo sviluppatore mantiene codice che gira su 10 miliardi di dispositivi. Da solo. E ora è sotto attacco da parte di agenti AI che generano richieste di modifica di bassa qualità. Quando l'AI slop genera burnout alle persone che tengono in piedi internet, abbiamo un problema sistemico.
Riprendo l'attacco supply chain su litellm via PyPI, segnalato da Karpathy: un pacchetto Python popolarissimo tra gli sviluppatori AI compromesso. Un pip install e i tuoi dati sono fuori. La catena di fornitura del software AI è fragile, forse più di quella del software tradizionale, se non altro a causa della sua velocità.
Infine, Anthropic e il Pentagono sono arrivati a un nuovo capitolo della loro disputa: un documento del tribunale rivela che erano quasi d'accordo, una settimana prima che Trump chiudesse tutto.
Una notizia personale: AI, MAX Academy è online
Con tutto questo hype su Claude Code, agenti, skill, MCP, mi sono deciso!
Serviva un modo chiaro e rapido per permettere alle persone di costruire il proprio ambiente di lavoro con l'AI. Non un corso sull'AI in generale: un percorso per creare il vostro agente AI personale, quello che io chiamo "il miniMe". Un collega digitale che lavora con voi sui vostri file, conosce il vostro contesto, e migliora nel tempo.
AI, MAX Academy è online, in preview, la sto usando nei percorsi con le aziende. Il corso miniMe nasce da un anno di lavoro personale, testato sul campo ogni giorno. Non è teoria: è quello che faccio io, trasformato in un percorso che potete seguire. I primi 20 tra manager e professionisti lo hanno già provato. "Finalmente qualcuno che spiega le skill in modo mega-semplice", "Percorso geniale, davvero facile da seguire e usare", "Slide brevi, parole scelte bene, chiaro e fluente. Non saprei trovare un difetto." Quindi ho deciso di renderlo disponibile a tutti.
La prima lezione è gratuita. Potete registrarvi, guardarvi intorno, esplorare la piattaforma (ci sono anche altri corsi in arrivo ed altri ancora in beta).
Per i lettori di questa newsletter, il corso completo è al 50% fino al 6 aprile, poi torna a prezzo pieno. Trovate il programma nella descrizione del corso e potete acquistarlo qui. Sul marketing, lo sapete, non sono esattamente un fuoriclasse: spero sarete voi a darmi i prossimi feedback.
Quindi
Anthropic ha giocato il mese della vita: 18+ rilasci, un ecosistema completo, la domanda per Meta e OpenClaw diventa "perché gestire da soli quello che qualcuno gestisce meglio di te?"
Gli agenti AI sono diventati prodotti. Ma senza orchestrazione, restano motori potenti su telai fragili
Karpathy ha messo in parole quello che molti sentono: la "AI psychosis" è reale, e non risparmia nemmeno i migliori
Un miliardo in formazione funziona solo se cambi i riti lavorativi delle persone. La strada è mostrare, far toccare con mano
La cybersecurity AI è un problema di oggi. Supply chain, API key esposte, hacker autonomi: la superficie di attacco cresce ogni settimana
Contenere vuol dire dare forma: mettere vincoli che guidano, costruire recinti intelligenti
Il futuro è personale: agenti che lavorano localmente con te, al tuo fianco. Il corso miniMe è al 50% fino al 6 aprile per i lettori di questa newsletter
Questo numero è stato selezionato da 701 fonti raccolte durante il mese, di cui 61 marcate come rilevanti, che poi ho riassunto ancora. Solo per dirvi che se dovessi scrivere tutto la newsletter dovrebbe essere giornaliera. Spero di aver intercettato i segnali più forti. Fatemi sapere!
Enjoy AI Responsibly!
Massimiliano


